Eilan, fu il nome che venne dato a quella bimba che già alla nascita aveva la testolina ricoperta di soffice peluria color fiamma, Eilan come quella Grande Sacerdotessa che segnò la svolta per il popolo britannico, secoli e secoli prima. E per un fortuito caso del destino la bambina non assomigliava quasi per nulla ai genitori nè alle sorelle. Eilan, secondogenita della sacerdotessa di nome Rhiannon, Custode del Tempio dell'Antica Sapienza. Il ruolo di Rhiannon al Tempio era ancora del tutto simile a quello che fu della Grande Sacerdotessa: ella guidava la conoscenza delle giovani che entravano al Tempio, faceva loro apprendere la Magia e i suoi utilizzi, la Natura e i delicati equilibri che la compongono, raccontando loro sempre cosa era accaduto prima che loro tutte venissero al mondo, al tempo in cui le cose erano cambiate, per tutti. Lehelayne era già entrata tra le novizie per la sua istruzione, sebbene fosse più giovane di tutte le altre ragazze del Tempio. Era la figlia della Somma Custode, e come tale la sua istruzione sarebbe stata più complessa e più lunga. Eilan nacque al Tempio, circondata dalle altre Custodi, allevata più dalle altre donne che dalla madre, che doveva anteporre alla figlia minore gli obblighi che il suo ruolo le imponeva. Ma Eilan fu una bimba amata, circondata di attenzioni da tutte le donne e anche da Rhiannon, quando questa aveva un po' di tempo libero per lei. Crebbe in fretta, superando in altezza tutte le bambine della sua stessa età, raggiungendo la stessa statura di Lehelayne. Le ultime donne della famiglia di Rhiannon, lei compresa, erano bassine e minute, apparentemente fragili e delicate come uccellini. Eilan fu derisa da Lehelayne per la sua statura ridicolmente fuori misura, le dava della figlia bastarda e dell'indegna di essere nominata dopo il nome di Rhiannon. La bambina resistette, stoica, alle punzecchiature perfide della sorella, prendendo a trascorrere la maggior parte del suo tempo nei boschi che circondavano il Tempio e il villaggio annesso. Aveva fatto amicizia con un ragazzino del villaggio, Bendeigran, che la portava in giro a vedere i cervi e i daini, a raccogliere la frutta e le bacche, a fare a palle di neve, a raccogliere le ghiande con cui addobbare le capanne per Samhain.

Ricordi di Eilan

Ben mi teneva la mano mentre correva attraverso il Bosco, andando troppo veloce per me che ero ancora piccola. Ce la mettevo tutta per stare dietro a lui, respirando a fatica, cercando di ripararmi il viso dai rami che mi arrivavano addosso, graffiandomi le gambe e le braccia. Ma Bendeigran non rallentava, dicendomi che mancava poco, presto saremmo arrivati, perchè la Dea non poteva volerci nascondere quel luogo. Non sapevo dove volesse portarmi, e nessuno dei due aveva idea di cosa sarebbe accaduto quel giorno.
Alla fine si fermò, poco lontano dalla radura oltre il Bosco, dove ci era stato proibito andare. Mi condusse ancora, camminando cautamente e silenziosamente fra le sterpaglie e i germogli in boccio. "Vieni Eilan, ma fai silenzio." Mi fece accucciare dietro una roccia, a guardare la radura che si apriva davanti a noi. Nessun rumore, nessun movimento, tutto era diventato come un bellissimo quadro dipinto di fresco. E fu allora che la vidi. La Strega del Bosco, veniva avanti circondata dai cervi che la onoravano come una regina. Vennero verso di noi, ed io e Ben uscimmo dal nostro inutile nascondiglio. La Strega del Bosco parlò.
"Eilan, tu dovrai percorrere molta più strada di quella che immagini, affronterai pericoli, il tuo cuore verrà ferito più e più volte, talvolta penserai di non farcela, ma io ora ti dico, vai avanti, bambina, poichè ho visto per te un grande futuro."


Venne il momento anche per Eilan di entrare al Tempio come novizia, di imparare le grandi tradizioni che sentiva nominare da sempre. Fu istruita secondo quelle stesse allo stesso modo in cui venivano istruite le ragazze che, secoli e secoli prima, erano ammesse nelle case delle donne dei druidi, le stesse che erano diventate le grandi Sacerdotesse del passato, da Mona, a Vernemeton, ad Avalon...e quando anche Avalon fu preclusa agli uomini del mondo comune, quegli stessi insegnamenti continuavano a essere impartiti a chi aveva le doti per impararli. Eilan era una di queste ragazze, aveva le capacità, forse anche più della stessa Rhiannon, che ancora reggeva il Tempio dell'Antica Sapienza, ancora più di Lehelayne, destinata a seguire le orme della madre. Comprese tutto, la giovanissima Eilan, imparando a rispettare la Natura e le sue regole, il delicato equilibrio che permette di continuare la vita che la Madre, la Dea, aveva donato a tutti loro. Mai smise di passeggiare per i boschi, spesso sola, molto più raramente del passato in compagnia di Bendeigran, ma sempre percorreva i sentieri che quel giorno l'avevano portata al cospetto della Strega del Bosco. La Magia ancora non faceva parte della sua vita, era ancora una tappa lontana, per la ragazzina che non aveva fretta, in quel villaggio senza tempo dove era cresciuta. Ma Lehelayne aveva fretta, e molta. Era sempre lì in agguato come un gatto selvatico, pronta a segnalare ogni piccolo errore che Eilan faceva, senza lasciarle alcuna via di scampo, rallegrandosi dei rimproveri che la sorellina subiva con un sorrisetto beffardo. Ma Eilan aveva cominciato a sviluppare le sue difese contro la sorella maggiore. Assieme alle altre novizie della sua stessa età aveva inventato giochi e metodi per ricordare gli insegnamenti in modo che nemmeno Lehelayne potesse dir loro nulla, neppure facendosi forza del livello cui era arrivata. Con Moiran e Alethea aveva cominciato ad allontanarsi dal Tempio per raggiungere una piccola grotta vicina a un lago, un luogo che emanava un potere che ancora non era stato scoperto nemmeno da Rhiannon. Esitarono, le prime volte, prima di muovere i loro passi, lenti e timorosi, all'interno della grotta, stranamente calda anche quando fuori la neve copriva i verdi pascoli irlandesi. Le tre ragazzine non entrarono mai in fondo alla grotta, troppo spaventate per quell'enorme potere che potevano percepire là dentro.
Eilan però non fece le stesse cose delle sue amiche. Un tardo pomeriggio d'autunno scappò dal Tempio in lacrime, dopo che Lehelayne le aveva tirato un pessimo scherzo, finito veramente male. Una trappola, preparata per quando lei fosse stata lontana dalle sue due amiche. Presa all'improvviso dalla sorella maggiore, apparentemente intenzionata ad aiutare Eilan nell'apprendimento, venne interrogata su cose che ancora non poteva sapere. I circoli di potere, le antighe linee utilizzate dalle Sacerdotesse nel passato, per riuscire a salvare il loro mondo. Antichi riti magici che non erano previsti tra gli insegnamenti delle novizie. E Lehelayne fece in modo di svergognarla, dicendole che non era degna di rimanere li al Tempio, non era in grado di comprendere ciò che serviva a condurre quella loro sapienza nel futuro che le attendeva. E fece in modo che Rhiannon vedesse quanto la figlia minore fosse impreparata, poichè quando Eilan fu in crisi per la consapevolezza della sua ignoranza, finalmente le fece una domanda cui avrebbe dovuto rispondere, troppo semplice persino per una bimba molto più giovane di lei. Ma lei non rispose, ancora frastornata dalle domande precedenti. E allora fuggì, derisa non solo dalla sorella, ma anche dalla madre che idolatrava come la Dea stessa. Eilan corse via dal Tempio, corse via veloce verso quel bosco in cui aveva trovato e vissuto i momenti più belli della sua vita...e si ritrovò alla Grotta, ma stavolta non si fermò all'ingresso. Proseguì, il passo lento e un po' titubante, lo sguardo circospetto, mentre una voce la chiamava, dolcemente. La Strega del Bosco era lì, al centro della grotta, ad attenderla.
"Eilan, ti attendevo. E' giunta ora che tu osservi qualcosa che un giorno ti sarà utile." Dolcemente, le cinse le spalle con un braccio, sorridendole, e la condusse ancora più all'interno della grotta, un luogo buio che all'improvviso si accese di una luce azzurra, fatata. "Ecco, vieni ad osservare. Bada a non toccare nulla, poichè è morte sicura toccare impreparati gli oggetti sacri. Ma guarda, sono qui: il Piatto della Terra, la Lancia dell'Aria, la Spada del Fuoco e la Coppa dell'Acqua." E mentre la Strega parlava, Eilan potè distinguere i simboli nella luce che li avvolgeva, tutti ugualmente luminosi, tutti ugualmente vibranti di Potere, tanto da riempire tutto ciò che li circondava. E lo sguardo della ragazza passò lentamente su tutti quegli oggetti. Il Piatto, che d'un tratto sembrò coperto di manciate di Terra, la Coppa, che per un istante sembrò contenere Acqua argentea e limpida, la Lancia, che apparì scossa dal vento pulito dell'Aria, e la Spada, che parve sorgere dalle fiamme del Fuoco come una fenice. Le emozioni e le sensazioni turbinavano sulla pelle, creandole strane correnti di brividi, le palpitavano nel cuore, come se la stessero chiamando. Il fatto strano, cui Eilan non fece troppo caso in quel momento così straordinario, fu il richiamo di quella Spada, il caldo brivido del cuore che la avvolse quando incontrò il Fuoco. Non immaginava ancora che quello fosse il primo segnale del suo destino ancora da realizzare. La Strega del Bosco le carezzò ancora le spalle, e i lunghi capelli rossi. "Eilan, dobbiamo andare via da qui, ora. Hai osservato quello che era scritto tu dovessi vedere. Non dimenticare mai questo momento, ed esso ti guiderà lungo la tua strada. Ma dobbiamo tornare nei luoghi in cui ancora devi vivere, al tempo che è ancora tuo." Chiuse gli occhi per un istante, la giovane, e quando li riaprì il Luogo Sacro era scomparso alla sua vista, ma le era rimasto impresso nel cuore, indelebile.
Dietro consiglio ed incoraggiamento della Strega del Bosco, Eilan tornò al Tempio, quella sera, ma non fece parola con nessuno del Luogo che aveva visitato, nemmeno con le sue più care amiche. Non avrebbe potuto in ogni caso descrivere l'emozione che aveva provato, e le sensazioni che la vista della Spada le aveva donato. Nè parlò con colei che avrebbe potuto veramente comprenderla, sua madre Rhiannon, nonostante questa confessione avrebbe potuto accrescere la considerazione della Sacerdotessa nei confronti della figlioletta. Eilan proseguì come sempre, negli anni che seguirono, continuò a studiare insieme alle altre novizie le nozioni che a poco le sarebbero servite, nel futuro che l'attendeva, ma non si lamentò mai, non chiese mai nulla di più. Eilan attendeva, paziente e silenziosa. Fu proprio in quegli anni che apprese cosa significasse il silenzio, la chiusura in sè stessa, lo sguardo aperto rivolta all'interno. Non rivide più, in quegli anni, la Strega del Bosco, ma la sua assenza non le pesava. La presenza della magica Signora era sempre costante nel suo cuore, come era costante l'immagine del Luogo Sacro dove erano custoditi i Simboli. Solo alcuni degli insegnamenti che le venivano impartiti erano veramente presi in seria considerazione dalla ragazza, soprattutto lo studio delle Pietre e dei Cristalli che avevano proprietà magiche. Cominciò a collezionare le pietre che sarebbero rimaste sempre con lei, annotandosi, contrariamente ad alcune ferree regole del Tempio, molti appunti e risultati dei suoi studi sui Cristalli. In segreto, uscì dal Tempio diverse volte, facendo affidamento sui popoli selvaggi che ancora vivevano nelle colline circostanti, perchè le donassero alcune Pietre rare, in cambio di generose offerte in cibo e coperte, durante i gelidi inverni del nord.


Passarono così alcuni anni, ed Eilan compì diciassette anni. Rhiannon, ormai vecchia e provata dai lunghi anni di reggenza del Tempio, si ammalò e ben presto si spense, lasciando il comando del Tempio a Lehelayne. E la giovane donna non ci mise molto a prendere coscienza degli enormi poteri, non solo magici, che la sua nuova posizione le aveva garantito per il resto della sua vita. Come non impiegò molto a comprendere quanto la sorellina Eilan avrebbe potuto minare questo suo potere, perchè dotata di poteri grandi quanto i suoi. Eilan, ancora, come nella storia fu Eilan a cambiare il destino del popolo britannico ora irlandese. Lehelayne fece ciò che doveva per conservare il suo potere, eliminando alla radice le potenzialità di Eilan. Dapprima la fece isolare, giustificando questa scelta con una preparazione particolare che lei stessa seguiva. Poi anche questa soluzione sembrò non essere la migliore, per Lehelayne. L'unica alternativa era uccidere la giovane oppure farla sparire, ma senza macchiarsi le mani.
Nel villaggio vicino a dove vivevano le Custodi, vi era una taverna di dubbia fama, frequentata da gente ancora barbarica che passava il tempo a bere, derubare e depredare. Non avevano scrupoli, erano senza coscienza. E proprio loro erano la soluzione per Lehelayne. Eilan fu mandata sola ad una capanna nel bosco, perchè potesse prepararsi a prendere parte ad un rituale, o almeno questo fu quello che Lehelayne le disse. La giovane ubbidì, senza dubitare delle intenzioni della sorella, pronta a credere ancora in lei nonostante gli anni di dolore e sofferenze che le aveva causato. Rimase sola per due giorni e due notti, passando il tempo con gli occhi chiusi, concentrandosi in sè stessa come aveva imparato a fare fin da piccola. Analizzò tutta sè stessa in quei due giorni, perdendo anche la nozione del tempo. Mai mangiò e mai dormì, perchè questo, a detta della Signora del Tempio, avrebbe minato la delicata preparazione per il rito. La seconda notte, all'improvviso, fortissimi colpi battuti sulla porta della capanna la distolsero dalla sua concentrazione. Aprì gli occhi, pensando che era giunto il momento, erano venuti a prenderla per portarla dove Lehelayne la stava attendendo. La porta venne sfondata ancora prima che lei potesse andare ad aprire, e tre enormi barbari, rubicondi e ubriachi fecero irruzione all'interno. In pochi secondi, l'avevano presa e sbattuta a terra, picchiandola con inaudita ferocia, ed Eilan lottava con le poche forze che ancora le restavano, ma senza speranze di riuscire a scampare. Mentre a turno i tre energumeni la picchiavano fino a farla sanguinare, la capanna venne saccheggiata delle poche cose che conteneva, il resto fu distrutto senza pietà. Era la fine, ormai Eilan ne era certa, ormai aveva compreso quale fosse stato il piano di Lehelayne. La stavano per violentare e uccidere, perchè la Sacerdotessa era talmente gelosa della sua posizione e avida di potere da non avere scrupoli nemmeno nei confronti del suo stesso sangue. Fu solo una frazione di secondo, solo un momento che la separava dalla più grande violazione e dalla morte, ancora solo un istante ed Eilan non avrebbe più vissuto. Ma in quella stessa frazione di secondo una luce di tutti i colori dell'arcobaleno sembrò sgorgare dalla stessa Eilan, dal suo cuore, scagliando lontano i tre energumeni e facendo perdere loro i sensi. Una voce dolce stava sussurrando all'orecchio della giovane Eilan, una mano calda le carezzava i lunghi capelli rossi. La ragazza aprì gli occhi, ancora terrorizzata, ma davanti a lei vi era solo il sorriso tenero e amorevole della Strega del Bosco. "Vieni, piccola, trova le forze ed alzati, devi andare via di qui, devi allontanarti per sempre dal Tempio." Eilan fece uno sforzo inimmaginabile per sollevarsi, nonostante l'aiuto della Strega, e lentamente la seguì fuori dalle rovine della capanna. La Strega la condusse ancora alla grotta, la medicò e la fece rifocillare e riposare, le diede nuove vesti e la confortò. Ma il tempo che la Strega si era ritagliata per lei era breve. Dopo un giorno e una notte di riposo, la svegliò di primo mattino, consegnandole una borsa contenente alcune cose che le sarebbero state utili. Le diede poche istruzioni, dicendole semplicemente di andare lontano, attraversare il mare, cercare i luoghi in cui si erano svolte le vicende che fin da piccola le erano state raccontate, assaporando ciò che ancora vi aleggiava di quelle vicende. E dopo queste fondamentali tappe del suo viaggio, andare ancora più lontano, lasciando le isole britanniche, per giungere in Europa, e da lì seguire il suo cuore. "Se e quando tornerai, Eilan, sarai abbastanza forte da sconfiggere tua sorella, perchè il dolore che proverai ti temprerà, le cose che imparerai ti saranno utili, e la vita che avrai vissuto sarà la tua forza per sconfiggere il Male che ora domina l'animo di Lehelayne. Vai, Eilan, e non voltarti indietro. Quando verrà il giorno lo saprai."

Il lungo viaggio

Lungo e faticoso fu il viaggio della giovane Eilan, compiuto perlopiù in solitudine, camminando, talvolta cavalcando miseri ronzini che duravano poche miglia prima di stramazzare al suolo senza più forze per continuare. Eilan, del Clan MacLeish, nobile secondogenita della Somma Custode e Sacerdotessa Rhiannon, era costretta a viaggiare come una mendicante. Ma non era a questo cui lei pensava. L'amarezza che aveva nel cuore le derivava dal comportamento della sorella Lehelayne, che in tutti quegli anni aveva covato solamente odio nei suoi confronti, e mai una briciola d'affetto. Persino le sue amiche più care al tempio si erano allontanate da lei, sempre a causa di Lehelayne. Ma con tutta questa tristezza nel cuore, lei obbedì lo stesso alla Strega del Bosco, continuando a viaggiare, allontanandosi sempre di più dall'Irlanda, senza mai voltarsi indietro. Attraversò il mare una volta, arrivando a quell'isola che le leggende chiamavano Albion, ma che ora era diventata l'Inghilterra. Sempre ricordando le leggende e le storie narratele, Eilan percorse le vie romane ancora esistenti e raggiunse i luoghi dove erano state tramandate le antiche conoscenze. Non fu mai assolutamente certa di aver percorso le stesse strade delle antiche Sacerdotesse, poichè i luoghi erano cambiati e tante persone vi avevano intrecciato le loro vite che nulla avevano a che spartire con le antiche vicende se non lo stesso scenario. Ma qualcosa disse ad Eilan che non era lontana da quei luoghi magici e intrisi di potere, fino a quando arrivò persino a percepire tutto questo. Pianse nel Territorio dell'Estate, lasciando finalmente sfogare tutte le lacrime amare che aveva ingoiato sin da piccola, pianse per l'incapacità di Lehelayne di provare amore per lei, pianse perchè il potere l'aveva resa completamente cieca. Rhiannon non avrebbe voluto questo. Ma ora queste erano cose lontane, persino più di quelle antiche leggende che continuavano ad essere narrate. Eilan fece la sua scelta. Mai più avrebbe nominato Lehelayne o Rhiannon, mai più o quasi avrebbe nominato il Tempio, pur conservando i ricordi nel cuore.

Ma qualcosa non poteva essere ignorato. La Magia che viveva in Eilan non poteva essere cancellata, nè tantomeno ignorata. Fu proprio quella a condurre la giovane ancora avanti, un passo davanti all'altro, fino a Londra, già metropoli e non ancora bruciata, così cosmopolita e piena di volti di ogni forma e colore. Questo meravigliò la giovane che non aveva mai visto altro, o quasi, che non le facce del tempio. Ma fece in fretta ad abituarsi a tutto questo, cogliendone prontamente i lati postivi che potevano derivare da tutto quell'andirivieni. Nuove possibilità per lei, l'occasione di allontanarsi ancora di più dall'Irlanda, arrivando a mettere piede sul continente. Si unì per la prima volta ad una carovana di mercanti germanici che stavano per fare rientro nel loro paese, offrendo il suo lavoro in cambio del vitto e del passaggio fino all'Impero Germanico. Apprese il tedesco, non senza qualche difficoltà. Fece i lavori più umili: rammendava, puliva e cucinava, silenziosa, perchè in ogni caso nessuno dei mercanti germanici avrebbe potuto comprendere appieno i suoi pensieri. Vi erano ancora molte cose che la giovane non comprendeva riguardo a sè stessa, tra cui una certa affinità col Fuoco che possedeva fin da piccola, e riguardo a quella Magia che la spingeva, nelle lunghe notti solitarie, a tentare, a provare e riprovare fino agli inevitabili fallimenti, per creare un incanto, per utilizzare quel dono che possedeva, all'insaputa di tutti.

Fu tormentato il viaggio fino al cuore dell'Impero Germanico, raramente i tedeschi la trattavano con gentilezza, ma non fu questo a ferirla. Dapprima fu l'aspetto di molti di loro, così simile a quei barbari ubriaconi che l'avevano aggredita alla capanna vicina al Tempio, unito ai modi rozzi e alla tendenza ad alzare parecchio il gomito. Ma fu proprio uno di questi uomini rudi a tranquillizzare Eilan. Era sola, una sera di settembre, in un villaggio sperduto dell'Impero Germanico orientale, si era allontanata dalla locanda dove la carovana di mercanti si era fermata ad alloggiare. Sedeva vicino ad un albero morto, e rifletteva su come avrebbe potuto trovare il modo di imparare ad utilizzare la Magia, a come avrebbe potuto liberarsi di quella situazione di perenne vagabondaggio in cui si era ritrovata. Era talmente assorta in questi pensieri che non si accorse dell'arrivo di uno dei ragazzi del villaggio. Aveva vent'anni, ma era colossale: quasi due metri d'altezza, per un corpo dai muscoli scolpiti dal lavoro fisico. Una folta barba biondo-rossiccia cresceva sul suo volto, e i suoi occhi erano azzurrissimi e irrequieti. Se Eilan l'avesse visto avvicinarsi, sarebbe scappata a gambe levate, senza voltarsi indietro. Ma lui fu silenzioso quanto gigantesco, e sedette accanto alla giovane senza che lei quasi se ne accorgesse.

"Ciao" la salutò gentilmente, con un sorriso. "Non scappare, per favore" aggiunse, vedendola in procinto di scattare "voglio solamente parlarti. Sei sempre sola, non parli con nessuno, non sorridi mai. Raccontami chi sei, giovane straniera."
Eilan dapprima non rispose, atterrita dalla stazza del giovane, ma poi si costrinse ad essere quantomeno educata con quel giovane che per primo era gentile con lei. "Mi chiamo Eilan. E non so perchè sono qui in questo villaggio, invece di andare a cercare quello che davvero mi interessa." Non aggiunse altro, alzandosi e allontanandosi da lui più in fretta che potè.
Accadde però che la carovana di mercanti con cui Eilan viaggiava dovette fermarsi più a lungo del previsto in quel villaggio isolato. Furono infatti necessarie alcune riparazioni ai carri, oltre a chiedere al maniscalco locale di ferrare di nuovo gli zoccoli di un paio di cavalli. Inoltre, alcuni uomini si ammalarono e non fu possibile muoversi fino a che non ebbero superato la malattia e la convalescenza.
In tutto questo tempo, Eilan si mantenne più lontana possibile da tutto e da tutti, andando a rifugiarsi tra i campi lontani, sola con i suoi pensieri, con i ricordi di quelle leggende lontane. Non pensava più al giovane germanico, anzi nessun pensiero poteva essere a lei più lontano.
Ma lui era lì, silenzioso e immobile, ad osservarla da lontano, a chiedersi cosa avrebbe potuto fare per lei.
Venne un giorno in cui Eilan decise, all'improvviso, di non fare più ritorno al villaggio. Avrebbe trovato la strada per allontanarsi dalla carovana di mercanti, la strada per il resto della sua vita. Andò a rifugiarsi in un campo lontano, nascosta da una fitta macchia di cespugli, con quante più cose riuscì a trasportare da sola. Aveva preso qualche abito, qualche provvista, qualche moneta per riuscire a comprare qualcosa. Nulla di più. Rimase lì nascosta tutto il giorno, e quando il tramonto cominciò a colorare il cielo d'arancione, ancora lei non si era mossa. Attendeva la notte.
Ma un movimento alle sue spalle la spaventò proprio quando credeva di essersela cavata. Una figura enorme torreggiava su di lei, immobile come una statua.
"Eilan. Vuoi scappare davvero?" il giovane le chiese, dolcemente, mettendosi quindi a sedere accanto a lei. "Ho visto in questi giorni come ti comportavi. Ogni mattina correvi via dal villaggio, venivi qui o in qualche altro campo. Ti ho osservata. Stai male, ma per cosa?"
Eilan era ancora atterrita. "Non sto male. Voglio solo stare sola." Di scatto, si alzò per correre via di nuovo, tornare rassegnata al villaggio da cui era pronta a scappare. Ma lui fu più rapido di lei. Le afferrò il polso, fermandola, con delicatezza però. Per lei fu istintivo gridare. Lui non si scompose, e continuando a tenerle il polso, si alzò e la prese delicatamente tra le braccia, guardandola dritto negli occhi. "Non scappare più. Ascoltami. Io ti voglio aiutare. Non avere paura di parlare con me."
Lentamente, Eilan si calmò. Rimasero a parlare tutta la notte, o quasi, rannicchiati vicino a quel cespuglio che gli offriva riparo. Eilan scoprì che lui si chiamava Klaus, e che al pari di lei voleva cercare la sua strada altrove. Fu sempre gentile con lei, mettendola completamente a suo agio. Ed Eilan a poco a poco cominciò a non temere più la vicinanza di quell'energumeno, che invece di spaventarla o aggredirla le infondeva sicurezza. Diventarono amici, quella notte. E presero insieme la decisione.

L'alba non era lontana quando lui la lasciò vicina ai cespugli, avvolta nel mantello di lui. Klaus tornò al villaggio. Ma quando fece ritorno, poco dopo, al cespuglio, portò con sè qualcosa di preziosissimo per due giovani che volevano solo fuggire. Per la briglia conduceva un robusto e sano cavallo, e dalla sella pendevano due grosse bisacce piene di provviste e abiti caldi. Eilan sorrise, si alzò raccogliendo le sue poche cose ed insieme partirono.
Klaus fu per l'inverno seguente il migliore amico di Eilan. Non si separarono praticamente mai, mentre attraversavano lentamente ma con crescente risolutezza il vasto impero germanico, dirigendosi ad occidente. Ancora per entrambi la vita non era migliorata di molto rispetto a quando erano partiti, ma Eilan non si lamentò mai. Se non altro, non veniva più trattata come una schiava. Entrambi barattarono i propri servigi per guadagnarsi un pasto caldo e un letto per dormire, cercando sempre informazioni su dove avrebbero potuto realizzare entrambi il loro sogno di una vita migliore. Klaus voleva entrare nella cavalleria dell'esercito a tutti i costi. Eilan cercava chi avrebbe potuto insegnarle la Magia.
Durante il viaggio, l'inevitabile avvenne. Klaus era sempre stato colpito dalla bellezza di Eilan, e fu deciso a non rivelarle nulla per non farla allontanare da sè. Ma non potè resistere a lungo. Erano quasi arrivati a Köln, ma quella sera rimasero senza un riparo per la notte. Klaus riuscì a trovare un vecchio capanno abbandonato e andò a ispezionarlo, tornando poco dopo all'esterno a dire ad Eilan che per quella notte poteva andare bene. Faceva molto freddo, per cui accesero un grande fuoco e stabilirono di non lasciarlo mai spegnere, perchè sarebbero entrambi morti di freddo. Klaus si alzò e prese un altro mantello di lana e lo posò sulle spalle di lei. sedendosi poi al suo fianco. Ancora col braccio cingeva le spalle di Eilan, e la guardava, illuminata dal fuoco. Lei, sentendosi osservata, si voltò a ricambiare lo sguardo di colui che le era amico.
"Sei così bella, Eilan" le disse, dolcemente. Poi si avvicinò e la baciò, stringendola a sè.
La reazione di Eilan fu violentissima. Si tirò indietro da lui con tutte le sue forze, gridando terrorizzata. Arrivò persino a minacciarlo con un bastone infuocato. E lui si ritrasse, prese un mantello e si allontanò, andando a dormire più lontano possibile da lei.
Il mattino seguente scoprì che lei non aveva chiuso occhio per tutta la notte. Gli si rivolse freddamente, comunicandogli semplicemente che dovevano proseguire fino a Köln. Ma lui le parlò, sebbene lei non gli rivolgesse nè uno sguardo nè una risposta. Le disse che la amava, non solo come amica ma anche come un uomo ama una donna.
"Eilan" concluse infine, "ricorda solo che non ho mai voluto farti del male. Siamo sempre stati amici, siamo arrivati fino a qui. Non dimenticare tutto questo, anche quando sarai lontana e avrai realizzato i tuoi sogni."
A Köln si divisero, per sempre. Klaus la osservò unirsi a un'altra carovana di mercanti, diretti in Francia. Lui si voltò e andò ad arruolarsi nell'esercito dell'impero germanico.

Entrambi finirono col soffrire moltissimo la separazione reciproca. Ma nessuno dette più notizie di sè all'altro. Si persero, e basta.
Eilan pensò a lungo a come avrebbe potuto essere la vita se fosse rimasta insieme a lui, se avesse accettato quel bacio come dimostrazione di amore invece che ritenerlo un abuso. Ma era ormai tardi per i ripensamenti, ognuno aveva imboccato la propria strada. E Klaus sarebbe rimasto per sempre nel cuore di Eilan, per sempre l'unico amico di quel lungo inverno pieno di speranze.
Eilan rimase con la carovana di mercanti per parecchio, e venne trattata molto meglio di come era stata trattata dagli altri. Essi in effetti si fermarono per parecchio nelle Fiandre, invece di dirigersi direttamente in Francia, ma la permanenza fu piacevole. Eilan ancora doveva lavorare duramente ogni giorno, ma non più come una schiava. Ebbe occasione di imparare a cucire alcuni abiti e mantelli, cucinava insieme alle altre giovani donne e insieme a loro, la sera, cantava, ricordando anche molti motivi celtici.
Passò quasi un anno prima che si muovessero di nuovo. Ad Eilan quasi dispiaceva lasciare le Fiandre, ma era curiosa di conoscere anche la Francia. E così partirono. Non fu un viaggio lunghissimo, in effetti, nonostante le molte fermate nei villaggi attraverso cui passavano.
Era aprile quando giunsero alle Libere Terre delle Due Città.
Eilan prese la decisione senza pensarci troppo sopra. Scese dalla carrozza, quella sera, annunciando che lei voleva rimanere lì.
E così fece. Quel giorno cominciò la sua nuova vita.

La vita alle Due Città

Trascorse un mese, prima che Eilan trovasse finalmente la sua strada, ma la scelta che aveva compiuto non si rivelò errata. La prima sera della sua permanenza alle Due Città conobbe un nordico così somigliante all'amico perduto Klaus, di nome Knulp, e anche quasi del tutto incapace di parlare correttamente il francese. Iniziò a lavorare come giardiniere ai giardini del palazzo reale della Città Lucente, curando le rose tanto che in breve diventarono splendide. Conobbe diverse persone, gente che continuò a rivedere ed incontrare anche in seguito. Conobbe Anjelic, all'epoca appartenente alle Preziose, che le disse dove andare, cosa cercare. Il Pentacolo Dorato. O meglio, l'Ordine del Pentacolo Dorato. Scrisse una missiva alla Maestra del Pentacolo, nientemeno che la Baronessa delle Due Città. Vestì nuovamente i panni della viandante, come le era stato indicato, quindi venne convocata per un colloquio. Non appena mise per la prima volta piede all'Antro comprese che quella, e nessun'altra, era la sua strada. Il colloquio andò bene, e la Maestra si rivelò soddisfatta. Eilan venne accettata come Neofita e iniziò il cammino della Magia...

Lunga è ancora la storia della giovane Strega nelle Libere Terre delle Due Città, lunga e ancora complicata da raccontare, poichè ogni giorno divenne importante per colei che divenne la Strega del Fuoco. Questa storia va seguita con attenzione, poichè è qui che si fa interessante. Quello che attese Eilan in Francia fu un'avventura continua. E così, se volete continuare a seguirla, venite con me, poichè abbiamo il permesso di leggere tra le pagine del Diario...

Il Diario di Eilan

http://shining-raindrops.splinder.com

*Credits*

Ringraziamenti dovuti e necessari per la realizzazione di questo sito e per il blog del personaggio di Eilan.
Eilan è un personaggio di pura fantasia, liberamente ispirato e basato sulle storie leggendarie raccontate da Marion Zimmer Bradley nella Saga di Avalon. Da quelle storie nasce la rielaborazione che va a costituire la storia che avete appena finito di leggere. Il contesto in cui è ambientata questa storia, inoltre, è quello storico dell'Europa del XVII secolo, anche se un po' trasformato perchè si adattasse meglio al genere fantastico del personaggio. Ogni avvenimento descritto in questa storia, così come i nomi dei personaggi, sono di fantasia, e inventati da Lover Of Darkness per rendere più solido il background del personaggio di Eilan.
Il testo è interamente un'opera originale di Lover Of Darkness, di proprietà unica ed esclusiva dell'autrice e protetta da copyright.

Per le immagini:

Little One by Campus

Wellspring by Sievers

Eclipse by Jean Paul Avisse

DeviantArt e Aumania.

Un ringraziamento particolare va ai giocatori che muovono ogni giorno i personaggi che popolano il mondo in cui Eilan prende vita, perchè è anche grazie a loro che tutto questo è stato possibile. Speciali ringraziamenti a tutto il Pentacolo e ai Figli della Luna, ma non si possono dimenticare nemmeno tutti gli altri...a partire da Knulp che sarà sicuramente il primo a leggere questa pappina. Un abbraccio a tutti, speciale.

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